NUOVE
SCOPERTE SCIENTIFICHE
DELLA NASA, AGENZIA
SPAZIALE AMERICANA
SULLA TILMA DI
MARIA SANTISSIMA
NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE

Immagine di Maria Santissima impressa
prodigiosamente sulla Tilma
originale
di San Juan Diego,
conservata nella Basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico.
La Tilma, anche chiamata « Sindone di Maria Santissima » è l’Unica Immagine
Soprannaturale conosciuta della Madre di Dio.
NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE DELLA NASA
SUL MANTO DI MARIA SANTISSIMA,
NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE: SEGRETI SORPRENDENTI
Le informazioni che seguono sono state tratte dai libri: « La Vergine di
Guadalupe e la Proporzione Aurea » - Dr. Juan Homero Hernández Illescas -
Centro di Studi Guadalupani - Città del Messico. « La Vergine di Guadalupe e
Le Stelle » - Dr. Juan Homero Hernández Illescas, Pbro. Mario Rojas, Mons.
Enrique Salazar - Centro Studi Guadalupani - Città del Messico e da nuove
scoperte della NASA (Agenzia Spaziale Americana).
1. Studi oftalmologici realizzati sugli occhi di Maria, hanno provato che all’avvicinamento della luce, la retina si contrae e all’allontanamento della stessa, torna a dilatarsi, esattamente come succede in un occhio vivo.
2. La temperatura della fibra di maguey con cui è stata realizzata la Tilma mantiene una temperatura costante di 36.6 gradi, la stessa del corpo di una persona viva.
3. Uno dei medici che ha analizzato la Tilma, ha collocato uno stetoscopio sotto la cintura della veste di Maria (segno della sua gravidanza) e ha sentito battiti che si ripetevano ritmicamente a 115 pulsazioni al minuto, gli stessi di un bambino nel ventre materno.
4. Non vi sono segni di pittura sulla tela. Ad una distanza di soli dieci centimetri dall’immagine si vede soltanto la tela di maguey nella sua originalità: i colori scompaiono. Gli studi scientifici non hanno ottenuto dati sull’origine della colorazione che forma l’immagine, né il modo con cui la stessa fu dipinta. Non risultano tracce di pennellate né di altre tecniche di pittura note. Gli scienziati della NASA affermano che i materiali che compongono i colori non appartengono agli elementi conosciuti sulla Terra.
5. Proiettando un raggio laser trasversalmente al tessuto si è scoperto che la sua colorazione non si presenta né al diritto né al rovescio... i colori fluttuano ad una distanza di tre decimi di millimetro sopra la tela, senza toccarla. I colori fluttuano nell’aria, sopra la superficie della Tilma.
6. La fibra di maguey che costituisce il tessuto dell'immagine, non può durare più di 20 o 30 anni. Alcuni secoli fa, venne realizzata una copia dell'immagine in un tessuto di fibra di maguey simile che si disintegrò dopo varie decadi. Nel frattempo, a quasi 500 anni dal miracolo, l'immagine di Maria è integra ed intatta come il primo giorno. La scienza non sa spiegare la causa dell'incorruttibilità del tessuto.
7. Nel 1791 fu rovesciato accidentalmente acido muriatico sulla parte superiore diritta del tessuto. In un tempo di 30 giorni, senza trattamento alcuno, il tessuto danneggiato si è ricostruito per intero miracolosamente, mantenendo la traccia del versamento dell’acido, tuttora visibile sulla Tilma.
8. Le stelle visibili sul Manto di Maria riflettono l'esatta configurazione e posizione del cielo del Messico nel solstizio d’inverno, la mattina in cui è avvenuto il miracolo. Sul lato sinistro del manto della Vergine (alla nostra destra) si trovano le costellazioni del sud. Quattro stelle che fanno parte della costellazione di Ofiuco (Ophiucus). Sotto si osserva Bilancia (Libra) ed alla destra, quella che sembra una punta di freccia corrisponde all'inizio di Scorpione (Scorpius). Intermedie con la porzione inferiore, si vedono due stelle della costellazione del Lupo (Lupus) e l'estremo di Idra (Hydra). Verso il basso si vede la Croce del Sud (Crux) senza nessun dubbio, ed alla sua sinistra appare il quadrato leggermente inclinato della costellazione del Sagittario (Centaurus). Sul lato destro del manto della Vergine vi sono le costellazioni del nord. Sulla spalla, un frammento delle stelle di Boote (Bootes), in basso a sinistra la segue la costellazione dell'Orsa Maggiore, (Ursa Maior) in forma di “carro”. Ai lati vi sono, a destra: la chioma di Berenice (Coma Berenices) e i Levrieri (Cani Venatici); a sinistra: Thuban che è la stella più brillante della costellazione del Drago (Draco). Più sotto due stelle (anch’esse parte dell'Orsa Maggiore) e quindi un’altra coppia di stelle della costellazione dell'Auriga (Auriga) e ad ovest, verso il basso, tre stelle del Toro (Taurus). In tal modo, si identificano nella loro totalità e nella loro posizione, un poco compatte, le 46 stelle più brillanti che circondano l'orizzonte della Valle del Messico.
9. Agli inizi del XX secolo, un uomo collocò ai piedi della Tilma una composizione floreale che celava una bomba ad elevato potenziale. L'esplosione provocò grande distruzione nelle prossime vicinanze della Tilma che rimase miracolosamente intatta.
10. La scienza ha fatto diverse scoperte negli occhi di Maria (estesi appena 7 e 8 mm); questi possiedono i tre effetti di rifrazione dell'immagine presenti nell’occhio umano; al loro interno compaiono immagini umane molto piccole, che nessun artista potrebbe dipingere. Si tratta di due scene che si ripetono in entrambe gli occhi. Gli occhi di Maria, ingranditi con tecnologia digitale, hanno rivelato l'immagine del Vescovo Zumárraga e dell'indio Juan Diego, che apre il suo mantello (la Tilma) di fronte a lui. Le dimensioni di questa immagine corrispondono alla quarta parte di un milionesimo di millimetro.
11. La Vergine e la Proporzione Aurea. La critica artistica afferma che un'opera è bella e perfetta quando sono in armonia tra loro il colore, la linee, la luce e la composizione. Una delle forme tecniche più bella per ottenere questa armonia è per mezzo della cosiddetta PROPORZIONE AUREA o DORATA. L'immagine originale della Vergine di Guadalupe stampata nell'ayate dell'indio Juan Diego compie questa perfezione straordinaria, secondo lo studio sulla Tilma effettuato dal Dr. Juan Homero Hernández Illescas. La proporzione aurea è formata da un quadrato al quale si unisce un rettangolo, per formare un spazio dove il lato minore corrisponde al maggiore in rapporto di 1 a 1,6181 denominato numero aureo.
12. Sul ventre di Nostra Signora di Guadalupe si trovano altri simboli derivati dalla proporzione aurea come il « Nahui Ollín », il fiore Náhuatl di quattro petali, che per le antiche culture centroamericane rappresentava la presenza di Dio, il centro dello spazio e del tempo. Col Nahui Ollín sul suo ventre, la Vergine di Guadalupe conferma agli indigeni che è la Madre del Dio Vero, Gesù Cristo che ella porta al Nuovo Mondo per farlo conoscere. È precisamente la parte più importante dell'ayate di Juan Diego. N.S. di Guadalupe è portatrice di un messaggio cristocentrico che gli indigeni poterono comprendere immediatamente; motivo per cui si trasforma nella prima e più importante evangelizzatrice dell'America. (Reina de México y Emperatriz de America).
13. Il ginocchio sinistro è leggermente sollevato e si protende in avanti in fase di « MOVIMENTO ».
14. « Guadalupe » in lingua indigena Náhuatl significa : « Colei che schiaccia la testa al serpente ». Chiaro riferimento a Maria Santissima, vincitrice del maligno riportato in Genesi 3,15.
15. L'immagine è una pittura tale a quella descritta in Apocalisse cap.12: « apparve nel cielo un segno grande, una Donna vestita di Sole, con la Luna sotto i suoi piedi ».
16. La Vergine porta una cintura sul ventre: è « incinta ».
QUESTE
SCOPERTE FATTE DALLA NASA E DA ALTRI STUDIOSI SONO STATE DONATE PER
RICHIAMARE L’ATTENZIONE DI TUTTA L’UMANITÀ.
E' possibile comprendere la profondità del
messaggio contenuto nell'immagine di Nostra Signora di Guadalupe conoscendo re
il significato basilare dei simboli presenti nella Santa Immagine di Maria
Santissima impressa sulla Tilma secondo le culture indigene del Messico.
I paesi dell'America Centrale trasmettevano la memoria della loro storia di
generazione in generazione attraverso la tradizione orale, per mezzo di poemi e
canti che all'essere trascritti mediante figure e simboli su carta o pelli
conciate, formavano i cosiddetti «codici». Gli esperti concordano nel fatto che
la Vergine di Guadalupe volle mostrarsi agli antichi popoli indigeni in una
veste piena di simboli, in una sorta di codice che gli abitanti di queste terre
poterono capire facilmente.
LE CARATTERISTICHE DELL'IMMAGINE
La Vergine si manifesta tra fiori e cantini un rifulgere di raggi solari. Il
popolo Azteco adorava il sole come datore della Vita. I fiori sulla tunica sono
quelli del Tepeyac, il Colle dove si venerava Tonantzin, la dea madre o tradotto
letteralmente dalla lingua Náhuatl: la Dio-Madre. Il manto è azzurro e verde, i
colori di Quetzalcoatl, il Dio atteso dagli indios e solo l’Imperatore poteva
vestirli. Le stelle di cui il manto è trapunto sono immagine esatta del cielo
del Messico.
La figura della Vergine Maria sulla Tilma di ayate è di 143 centimetri e
rappresenta una giovane la cui età approssimativa è di 18-20 anni.
Il suo viso è bruno, ovale ed in atteggiamento di profonda contemplazione. Il
suo aspetto è dolce, fresco, gentile, emana amore e tenerezza, oltre ad una
grande forza.
Le sue mani stanno giunte in segno di raccoglimento e preghiera. La destra è più
bianca e stilizzata, la sinistra è bruna e più piena, potrebbero simbolizzare
l'unione di due razze distinte. Porta il capello sciolto, simbolo tra gli
Aztechi di una donna glorificata da un figlio nel ventre. È incinta. La sua
gravidanza si nota per la forma arrotondata dell'addome, sottolineata da una
maggiore prominenza verticale piuttosto che trasversale che corrisponde ad una
gravidanza quasi a termine.
Tre segni fondamentali appaiono sulla Tilma; il primo, ben visibile, è un nastro
nero che cinge la Vergine alla vita, anch'esso segno di gravidanza; poco più
sotto, importantissimo, poco visibile ma che attira l'attenzione degli indigeni
vi è il QUINCUNCE (leggi kinkunse) è il massimo simbolo Náhuatl e rappresenta la
presenza di Dio, la pienezza, il centro dello spazio e del tempo.
Il Quinconce (o quinconce) è anche individuato come il fiore di quattro petali
o Nahui Ollin, come la croce india, segno di Quetzalcoatl.
La scienza botanica classifica il Quinconce come gelsomino messicano (
Philadelphus Mexicanus ) e costituisce il simbolo principale nell'immagine della
Vergine ad indicare il suo grembo, nel punto esatto dove si trova Gesù.
Traducendo la simbologia nella cultura Azteca, si può dire che la Vergine è
incinta del Sole atteso dagli uomini di ogni tempo, Gesù Cristo. Come non
pensare al Benedictus?
Riflettendo sul significato dei nomi che la Chiesa Cattolica ci ha affidato,
solo Nostra Signora Maria Santissima può generare e condurre a Nostro Signore
Gesù Cristo, Vero Dio e Vero Uomo.
Il terzo infine è rappresentato dalla Croce Cristiana , al centro della chiusura
della tunica, sotto il collo di Maria, come a voler significare: inserita nella
cultura azteca da poco apertasi al Cristianesimo, Lei continua ad essere la
Madre del Figlio Crocifisso per la nostra liberazione.
IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
Da principi del secolo XX diversi investigatori, fotografi ed oftalmologhi hanno
affermato di avere scoperto negli occhi della Vergine di Guadalupe il riflesso
di figure che corrispondono a sagome umane.Alfonso Marcué, fotografo ufficiale
dell'antica Basilica di Guadalupe nella città del Messico, scoprì in 1929 quello
che sembrava l'immagine di un uomo barbuto specchiata nell'occhio destro della
Vergine. Nel 1951, José Carlos Salino Chávez, disegnatore, scoprì la stessa
immagine mentre osservava con una lente d'ingrandimento una fotografia della
Vergine di Guadalupe. La vide riflessa anche nell'occhio sinistro, nella stessa
ubicazione nella quale si proietterebbe in un occhio vivo.
LE STELLE DEL MANTO DE LA VERGINE
Il giorno del miracolo, solstizio d'inverno
Martedì 12 dicembre 1531 Maria Santissima apparve a Juan Diego e la Sua Santa
Immagine si impresse sul ruvido mantello di ayate e in questo giorno la Chiesa
Cattolica celebra la festa della Vergine di Guadalupe.
La data del 12 dicembre era assai significativa per un popolo che adorava il
sole: secondo il vecchio calendario giuliano, essa corrisponde all'attuale 22
dicembre, il giorno del solstizio d'inverno.
La mattina di quello stesso giorno ebbe luogo il solstizio di inverno per le
culture precolombiane: stava a significare che il Sole moribondo torna a
riprendere vigore e con la nascita del nuovo Sole, si ha il ritorno della vita.
Poiché il solstizio d'inverno è il punto nel quale la terra, nel suo percorso
intorno al sole è soggetta ad un cambiamento di direzione della propria orbita e
comincia ad avvicinarsi all'astro principale. Il cambio di direzione dà
l'impressione che il Sole recuperi la propria forza e che l'inverno inizi a
cedere. Per gli indigeni il solstizio d'inverno era il giorno più importante del
loro calendario religioso, era il giorno in cui il Sole vince le tenebre e
risorge vittorioso. Per questo non è casuale che precisamente in quello stesso
giorno la Vergine di Guadalupe abbia presentato a suo Figlio Gesù ai paesi
indigeni perché così essi poterono comprendere che Ella portava nel suo seno il
Dio Vero.
Che cosa c'è nel Manto della Vergine di Guadalupe?
Il dottor Juan Homero Hernández Illescas ha scoperto e comunicato che il manto
della Vergine di Guadalupe con ammirabile precisione riproduce il cielo del
momento dell'apparizione, qulla mattina del solstizio d'inverno del 1531.
Nel manto sono rappresentate le stelle più brillanti delle principali
costellazioni visibili dalla Valle dell'Anáhuac in quell'alba del 12 di dicembre
di 1531.. Le stelle si trovano raggruppate come nella realtà e vi sono visibili
le costellazioni complete che abbaglianti, testimoniano la grandezza del
miracolo.
LE COSTELLAZIONI DEL MANTO
A - Lato Sinistro della Vergine
Nel lato sinistro del manto della Vergine, alla nostra destra perché la
vediamo di davanti, si sentono "compresse" le costellazioni del sud: Quattro
stelle che fanno parte della costellazione di Ofiuco, Ophiucus. Sotto si osserva
Bilancia ed alla destra, quella che sembra una punta di freccia corrisponde
all'inizio di Scorpione (Scorpius). Intermedie con la porzione inferiore,
possono segnalarsi due della costellazione di Lupo, Lupus, e l'estremo di Idra (Hydra).Verso
il basso si evidenzia la Croce del Sud (Crux, senza nessun dubbio) ed alla sua
sinistra appare il quadrato leggermente inclinato della costellazione del
Sagittario (Centaurus).
Nella parte inferiore, solitaria, risplende Sirio.
B - Lato Destro della Vergine
Nel lato destro del manto della Vergine si notano le costellazioni del nord:
Nella spalla, un frammento delle stelle della costellazione di Boote (Bootes),
verso il basso alla Sinistra gli segue la costellazione dell'Orsa Maggiore, (Ursa
Maior), in forma di una padella. La circondano: alla destra sopra, la Chioma di
Berenice, (Coma Berenices), alla destra sotto, Levrieri, (Cani Venatici), alla
sinistra Thuban che è la stella più brillante della costellazione del Dragone (Draco).
In tal modo si identificano nella loro totalità e nella loro posizione, un po'
compresse, le 46 stelle più brillanti che circondano l'orizzonte della Valle del
Messico.
In realtà, un studio iconografico di 150 pitture della Vergine di Guadalupe dei
secoli XVII e XVIII, realizzato dal Dr. Hernández, non fu trovata una sola di
tali copie dell'originale nelle quale potesse riconoscersi le costellazioni
presenti nella Tilma di Juan Diego. Secondo il Dr. Juan Homero Hernández
Illescas, la Vergine di Guadalupe appare completa nel firmamento per offrire,
col suo manto celestiale, protezione a tutto il mondo. (Fonte: informazioni ed immagini seguenti tratte dal libro: «La Vergine
di Guadalupe e Le Stelle » - Dr. Juan Homero Hernández Illescas, Pbro. Mario
Rojas, Mons. Enrique Salazar - Centro Studi Guadalupani - Città del Messico).
La figura 20 è come se fosse vista allo specchio
Nella fig. 43 si notano le stelle visibili nel cielo del 12 dicembre 1531 alle
ore 06:31.
La critica artistica afferma che un'opera è bella
e perfetta quando trova in lei armonia tra il colore, la linea, la luce e la
composizione, tra altri elementi.
La proporzione aurea è formata per un quadrato al quale si unisce un rettangolo,
per formare un spazio dove il lato minore corrisponde al maggiore in una
relazione di 1 a 1.6181 denominato numero aureo. La proporzione aurea si trova
in tutte le manifestazioni dell'arte di Mesopotamia Egitto, Grecia e Roma, fino
ai giorni nostri. Si impiega nella scultura, nell'architettura, nella pittura ed
è presente nell'anatomia dell'uomo, degli animali e delle piante, esistenti o
fossili. Appare anche misteriosa nella musica, nella letteratura, in particolare
nella poesia, nei microcosmi, nella forme di aggregazione degli atomi, e
nelle galassie, cioè, nei macrocosmi. È modello universale e senza tempo di
perfezione, equilibrio, bilanciamento, eleganza, delicatezza e bellezza.
Analizzando l'immagine originale della Vergine di Guadalupe troviamo il quadrato
della proporzione aurea. A partire da questo appaiono più quadrilateri e
rettangoli in tutta la figura, come forme verticali ed orizzontali simmetriche. In
maniera meravigliosa, giusto nel ventre della Vergine Bruna, si incornicia, in
base al teorema di Pitagora e molti altri simboli derivati della proporzione
aurea, il Nahui Ollín, il fiore Náhuatl di quattro petali, che per le antiche
culture centroamericane rappresentava la presenza di Dio, il centro dello spazio
e del tempo. Col Nahui Ollín nel suo ventre la Vergine di Guadalupe conferma
agli indigeni che è la madre del Dio Vero, Gesù Cristo che ella porta al Nuovo
Mondo per farlo conoscere. È precisamente la parte più importante dell'ayate di
Juan Diego.
La Guadalupana è portatrice di un messaggio cristocéntrico che gli indigeni
poterono comprendere immediatamente, motivo per cui si trasforma nella prima e
più importante evangelizzatrice dell'America.
INTERPRETAZIONE INDIGENA
DELL'IMMAGINE DI NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE


Sotto altre due stelle che fanno parte dell'Orsa Maggiore, si notano un altro
paio di stelle della costellazione dell'Auriga ed all'ovest, verso il basso, tre
stelle di Toro (Taurus).
Conclusione
La straordinaria distribuzione delle stelle nel manto della Vergine non può
essere un prodotto del caso. Perché a caso nessuna distribuzione può
rappresentare con esattezza e nella sua totalità le costellazioni di stelle di
un momento determinato.

Nella versione originale del libro, la figura 20 è stampata su pergamena
trasparente
e riproduce la composizione del cielo al momento dell'apparizione,
la mattina del solstizio d'inverno del 1531.
e collocandola sull’Immagine della Vergine di Guadalupe
si nota che le stelle delle rispettive costellazioni combaciano perfettamente
come dimostrato in figura 53.

L’immagine, dove la Vergine risulta con il volto rivolto a sinistra, è deformata
poiché sviluppata sul Planisfero di Brown;
del tutto singolare che la forma sia proprio sovrapponibile a quella di una «
conchiglia ».
LA VERGINE
E LA PROPORZIONE AUREA
Che cosa è la proporzione Aurea
Una delle forme tecniche più bella per ottenere questa armonia è per mezzo della
cosiddetta PROPORZIONE AUREA o DORATA.
L'immagine originale della Vergine di Guadalupe stampata nell'ayate dell'indio
Juan Diego compie questa perfezione straordinaria, secondo lo studio della Tilma
effettuato dal Dr. Juan Homero Hernández Illescas.
(Fonte: informazioni ed immagini tratte dal libro: « La Vergine di
Guadalupe e la Proporzione Aurea » - Dr. Juan Homero Hernández Illescas - Centro
di Studi Guadalupani - Città del Messico).

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